Quando si decide di mettersi in testa di praticare uno sport molto particolare, formativo e coinvolgente come è quello relativo alle arti marziali, sappiamo in un modo molto logico ed evidente di entrare quasi in una sorta di mood comportamentale del tutto diverso e specifico.

Infatti, come tutti quelli che praticano le arti marziali ben sanno, alla radice di questo tipo di attività sportiva, agonistica e meno, si trovano concetti come il rispetto, la disciplina, la capacità di adattabilità alla situazione esterna e la forma maggiore di autoconsapevolezza possibile.

Ma quante sono le arti marziali?

Le arti marziali sono definite come sistemi organizzati e tradizioni di combattimento praticate principalmente per alcuni dei motivi sopra citati; inoltre, possono essere praticate anche come attività sportiva o ricreativa. Le arti marziali sono state storicamente sviluppate da un gruppo di monaci che si ritiene abbiano fondato la prima serie delle tre arti marziali principali; si tratta di Karate, Kung Fu e Tai Chi Chuan. Le arti marziali possono essere classificate in due categorie principali: interne ed esterne. Gli stili interni sono tipicamente composti da un allenamento fisico progettato per proteggere il corpo da danni. Gli stili esterni includono esercizi e tecniche destinate a competizioni o gare sportive e di intrattenimento. E’ importante notare che ci sono varie scuole di arti marziali interne ma che ci sono anche discipline specifiche che hanno una posizione più elevata in termini di prestigio.

Le arti marziali possono essere suddivise in diverse categorie, ognuna delle quali è stata tradizionalmente sviluppata per un particolare motivo:, l’autodifesa, la forma fisica e la salute, la ricreazione e l’educazione. Alcune delle più antiche arti marziali, cioè il Kung Fu e il Kenpo, sono ancora oggi praticate nei tornei di Kung Fu cinese, che sono competizioni tenute per testare la propria capacità di combattere usando un certo insieme di tecniche. L’autodifesa è considerata una componente necessaria di qualsiasi programma di arti marziali; tuttavia, alcune tecniche di questo tipo sono considerate offensive e quindi non sono permesse. Queste includono tiri e calci e sono considerate da alcuni “street brawlers”, esercizi di rischio.

Sebbene i diversi tipi di arti marziali differiscono per quanto riguarda il loro scopo e le loro finalità, tutti condividono lo stesso obiettivo, che è la conservazione e lo sviluppo della cultura. Inoltre, molte organizzazioni, soprattutto quelle che si occupano di giovani e sport, organizzano club di arti marziali e programmi che sono progettati per aiutare i bambini a sviluppare le abilità fisiche, la fiducia in se stessi e la disciplina. È importante ricordare che l’autodifesa non si limita solo alla tutela contro un aggressore. L’autodifesa può essere utilizzata anche quando si deve affrontare un qualche tipo di problemi fisici o emotivi come il bullismo, l’abuso, o anche problemi psicologici.

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